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Avvocato penalista – corruzione

Avvocato penalista – corruzione

Milano, 8 luglio 2021

Avvocato penalista – CORRUZIONE 

L’Avvocato penalista Boccia, assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza maturata negli anni di attività forense ed al continuo aggiornamento professionale, offre ai propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.).

La materia sulla corruzione è regolata dagli articoli 318 – 322 c.p., dalla cui interpretazione sistematica emerge come una definizione dell’istituto debba individuarsi nell’accordo tra un funzionario pubblico e un privato, in forza del quale il primo accetta dal secondo, per un’attività relativa all’esercizio delle proprie attribuzioni, un compenso che non gli è dovuto.

L’articolo 318 del codice penale disciplina la corruzione per l’esercizio della funzione. Secondo tale previsione penale, il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da tre a otto anni.

La corruzione costituisce un reato necessariamente plurisoggettivo dal momento che ai sensi dell’art. 321 c.p., rispondono del delitto di corruzione sia il corrotto (pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio, quest’ultimo per effetto dell’estensione operata dall’art. 320 c.p.) sia il corruttore (privato cittadino).

Pertanto il delitto di corruzione per l’esercizio della funzione configura un’ipotesi di reato proprio, perché può essere commesso unicamente dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio. La nozione di “pubblico ufficiale”, comprende tutti i soggetti titolari del concreto ed effettivo esercizio di pubbliche funzioni e, di conseguenza, anche di specifici poteri autoritativi, deliberativi o certificativi, disgiuntamente e non cumulativamente considerati.

L’oggetto dell’accordo criminoso è rappresentato dall’esercizio della funzione o del potere così come voluto dal corruttore.

Inoltre, il delitto di corruzione per l’esercizio della funzione è un reato di evento in senso giuridico ed è, altresì, caratterizzato dalla particolarità di perfezionarsi alternativamente o con l’accettazione della promessa o con il ricevimento dell’utilità promessa.

Con il termine “esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri” il legislatore si riferisce non solo alle funzioni propriamente amministrative, ma anche a quella giudiziarie e legislative. In sintesi, per esercizio delle sue funzioni si deve intendere genericamente qualunque attività che sia esplicazione diretta o indiretta dei poteri inerenti all’ufficio. Pertanto, con tale termine si comprende una vasta gamma di comportamenti, effettivamente o potenzialmente riconducibili all’incarico del pubblico ufficiale. Inoltre, sono compresi anche tutti quei comportamenti, attivi od omissivi, che violano, anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio, i doveri di fedeltà, imparzialità ed onestà che devono essere rigorosamente osservati da tutti coloro i quali esercitano una pubblica funzione.

Il bene tutelato dalla norma in esame è anche, ma non solo, il dovere di fedeltà verso la Pubblica Amministrazione dei soggetti con qualifica pubblicistica.

Inoltre, la norma in oggetto tutela l’imparzialità, il buon andamento, la trasparenza, il corretto funzionamento ed il prestigio della Pubblica Amministrazione.  In particolare, il principio di imparzialità esige che i pubblici ufficiali agiscano nell’interesse esclusivo della Pubblica Amministrazione, valutando e perseguendo unicamente gli interessi pubblici, senza farsi influenzare in alcun modo da scopi o ragioni di carattere personale.

Inoffensività del reato di corruzione è rappresentata dalla condotta antidoverosa del pubblico ufficiale, volta a commettere mercimonio del proprio ufficio e quindi a ledere i principi e le finalità che ispirano la sua base ordinamentale.

Per integrare la condotta delittuosa si deve raggiungere un accordo fra il corrotto ed il corruttore, ovvero quando avviene concretamente la remunerazione con denaro a altra utilità.

Avvocato penalista - corruzione

Studio Legale Boccia

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