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Oblazione nelle contravvenzioni

OBLAZIONE NELLE CONTRAVVENZIONI

Seppur collocata fra le norme del codice penale e non nel libro VI del codice di rito, l’oblazione appartiene a pieno titolo alle procedure speciali di tipo consensuale. Essa si risolve in una chiusura anticipata del processo, determinata da una richiesta dell’imputato di definire attraverso il pagamento di una somma di denaro al fine di conseguire l’estinzione del reato, facendo così immediatamente cessare il processo a suo carico.

Il rito in questione può essere chiesto solo per reati contravvenzionali punibili con l’ammenda in astratto o in concreto. Nelle situazione del primo tipo (oblazione c.d. obbligatoria) il giudice è pressoché tenuto ad accogliere la richiesta, se soltanto l’imputato l’ho presentata ritualmente entro il termine prescritto.

Nelle situazioni del secondo tipo (oblazione c.d. facoltativa) il giudice ha invece un margine di discrezionalità: egli deve rigettare la richiesta, quando ritenga di dover applicare la pena detentiva anziché quella pecuniaria; quando considera grave il fatto commesso e quindi incongrua l’offerta dell’imputato o infine, nei casi di recidiva, abitualità e professionalità nel reato. I due tipi di oblazione differiscono anche sotto altri profili.

Tale opzione è attivabile anche in sede di indagini preliminari. Il PM ha il potere di avvisare l’interessato del diritto di avvalersi dell’oblazione e di cosa essa comporti in termini di estinzione del reato; potere esercitabile dal PM anche prima di richiedere al GIP l’emissione del decreto penale di condanna, quindi in fase di indagini.

L’avviso relativo alla possibilità di avvalersi dell’oblazione deve essere obbligatoriamente inserito all’interno del decreto penale di condanna. Su tale richiesta deve ovviamente esprimersi il giudice. In seguito alla consegna della domanda di oblazione, il giudice deve acquisire il parere favorevole del PM. In caso di rigetto della domanda, sarà disposta la restituzione degli atti al PM, in caso di accoglimento, il giudice fisserà l’udienza indicando la somma da versare.

In seguito al pagamento, il giudice competente per il merito (o il G.I.P. in caso di indagini) emette declaratoria di non luogo a procedere per estinzione del reato.

L’oblazione è, come già detto, una causa di estinzione del reato. Tale istituto è limitato alle contravvenzioni ed è disciplinata dagli articoli 162 e 162-bis del codice penale.

L’oblazione consiste dunque nel pagamento di una somma di denaro pari a un terzo del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge come pena per le contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda ex art. 162 c.p., ovvero pari alla metà del massimo, quando si tratti di contravvenzione punita alternativamente con l’arresto o con l’ammenda ex art. 162 bis c.p.. Il pagamento di tale somma estingue il diritto il reato.

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