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AVVOCATO PENALISTA

Il Processo penale

e le sue fasi

IL PROCESSO PENALE E LE SUE FASI

Il processo penale rappresenta la concatenazione di atti finalizzati all’emissione di una decisione di colpevolezza o assoluzione ed è articolato in fasi processuali.

I soggetti protagonisti del processo penale sono accusa e difesa. L’accusa è rappresentata dal Pubblico Ministero, che impersona lo Stato, mentre la difesa è svolta da un avvocato penalista, che si occupa di difendere il soggetto indagato nel corso del procedimento penale.

Il procedimento inizia nel momento in cui l’autorità giudiziaria viene portata a conoscenza della consumazione di un reato per il tramite della cosiddetta “notizia di reato”.

Occorre ricordare, nello specifico, che i reati sono punibili a querela di parte o d’ufficio.

Un reato è punibile a querela di parte quando, al fine di poter dare avvio ad un procedimento   penale, occorre che la persona offesa (cioè la vittima del reato) denunci formalmente quanto subito (es. il furto).

Un reato è invece punibile d’ufficio, quando l’autorità giudiziaria, in qualsivoglia modo venuta a conoscenza della notizia di reato, sia obbligata a dare avvio al procedimento penale. I reati punibili d’ufficio sono quelli che destano maggior allarme sociale (es. l’omicidio).

In seguito all’avvio del procedimento da parte dell’autorità giudiziaria, si apre la prima fase  processuale, che è quella delle indagini preliminari. In questa fase, il “dominus” è il Pubblico Ministero, che si occupa di indagare sulla vicenda con l’ausilio della Polizia Giudiziaria. Il compito del Pubblico Ministero, in particolare, è quello di ricercare elementi idonei a sostenere un’accusa davanti all’organo giudicante.

In questo frangente, la persona sottoposta ad indagini (indagato) può essere destinataria di una misura cautelare (es. custodia in carcere o arresti domiciliari), quando vi siano determinate esigenze securitarie o di inquinamento probatorio.

Al termine delle indagini il Pubblico Ministero può:

  1. Richiede l’archiviazione del procedimento penale laddove non vi siano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
  2. Rinviare a giudizio nel caso in cui dalle risultanze investigative emergano elementi a carico dell’indagato che giustifichino la continuazione del procedimento penale a suo carico.

Rispetto alla scelta operata dal Pubblico Ministero, si esprime il Giudice delle indagini preliminari (Gip). Nel caso in cui il Gip disponga per l’archiviazione, il procedimento non avanza oltre, contrariamente, in caso di rinvio a giudizio, l’indagato assume la qualifica di imputato e prende così avvio il processo penale vero e proprio.

Si celebra in seguito l’udienza preliminare, alla quale le parti vengono convocate dinnanzi al Giudice dell’udienza preliminare (Gup).

In questa fase, il compito del Pubblico Ministero è quello di esporre davanti al Gup le risultanze investigative, precisando gli elementi a sostegno dell’accusa. L’imputato, in tale sede, ha la possibilità di richiedere di essere interrogato e di rilasciare dichiarazioni spontanee.

Il Gup, infine, decide se vi sono effettivamente elementi idonei a sostenere l’accusa in dibattimento ed in tal caso emette un decreto con cui dispone la comparizione in giudizio.

Si apre dunque la fase dibattimentale, che rappresenta il fulcro del processo penale. In tale fase, infatti, vengono acquisite le prove ed escussi gli eventuali testimoni del Pubblico Ministero, della Parte civile (se costituita) e della difesa. Occorre sottolineare che, in caso di testi, la lista va depositata, a pena di decadenza, 7 giorni prima dell’udienza presso la cancelleria del Giudice.

Le udienze dibattimentali sono di norma orali, nonché pubbliche e nel corso delle stesse il Pubblico Ministero e gli avvocati perorano le rispettive ragioni. Al termine del confronto delle parti, Pubblico Ministero, Parte Civile (se presente) e difensore presentano le proprie conclusioni al Giudice dibattimentale nella discussione finale.

Terminate le conclusioni, il Giudice emette una sentenza, che potrà essere di assoluzione o condanna.

In caso di condanna vi è la possibilità di impugnare la sentenza di primo grado, ricorrendo in appello. Con l’appello il giudizio di merito si esaurisce e, in caso di conferma della condanna, rimane la possibilità di ricorrere per questioni di legittimità in Cassazione.

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