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Avvocato penalista – concussione

Avvocato penalista – concussione

Milano, 18 maggio 2021.

Avvocato penalista – CONCUSSIONE

L’Avvocato penalista Boccia, dotato di una struttura organizzata ed efficiente, difende personalmente e in tutte le fasi processuali, i propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di concussione

È punito con la reclusione da sei a dodici anni, ai sensi dell’art. 317 c.p., il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro od altra utilità.

La concussione, quindi, sotto il profilo oggettivo, consiste in un comportamento che si estrinseca nel farsi dare o nel farsi promettere denaro o altro vantaggio, anche non patrimoniale, abusando della propria posizione.

La concussione è un reato proprio e può quindi essere commesso esclusivamente dal pubblico ufficiale e dall’incaricato di un pubblico servizio.

Il delitto di concussione ha natura plurioffensiva perché da un lato porta offesa all’interesse della Pubblica Amministrazione, per quanto concerne il suo prestigio e la correttezza dei pubblici funzionari, dall’altro produce la lesione della sfera privatistica del cittadino, per quanto attiene alla sua integrità del patrimonio ed alla libertà del suo consenso.

Gli elementi costitutivi del reato di concussione sono l’abuso dei poteri o delle qualità da parte del pubblico funzionario; la costrizione; la dazione o la promessa indebita di denaro o altra utilità.

Per ciò che concerne l’abuso dei poteri o delle qualità da parte del pubblico funzionario, potrà manifestarsi in forme diverse, come l’esercizio di un potere non previsto dalla legge, l’esercizio di un potere contro la legge, come il mancato compimento di un atto che doveva essere doverosamente esercitato o la minaccia da parte del soggetto agente di porre in essere una delle condotte di cui sopra.

In relazione all’elemento oggettivo del delitto di concussione, come confermato dalla giurisprudenza tradizionale, l’abuso dei poteri da parte dell’agente pubblico consiste nel compimento di atti di ufficio in maniera antidoverosa, ossia in violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.

Perché possa ritenersi integrato il delitto in esame occorre che il pubblico ufficiale, abusando dei suoi poteri o della sua qualità, ponga in essere nei confronti del privato una coazione psicologica che, pur in assenza di esplicite e aperte pretese, lo costringa o induca a remunerarlo.

Con la nozione di “abuso dei poteri” si ricomprendono le condotte rientranti nella competenza tipica del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, quali manifestazioni delle sue potestà funzionali per scopo diverso da quello per il quale sia stato investito.

Con il termine “abuso delle qualità” invece si intendono quelle condotte che, indipendentemente dalle competenze proprie del soggetto, consentano una strumentalizzazione della posizione di preminenza ricoperta dal medesimo rispetto al privato.

L’abuso delle funzioni di pubblico ufficiale, richiesto dalla legge per la configurabilità del reato di concussione, ben può essere realizzato mediante l’omissione o il ritardo di un atto dovuto.

Ai fini dell’integrazione di tale delitto è fondamentale che sussista una volontà prevaricatrice e condizionante in capo al pubblico ufficiale che si estrinsechi in una condotta di costrizione o induzione qualificata, ossia prodotta con l’abuso della qualità o dei poteri, non essendo necessario che tale abuso determini uno stato soggettivo di timore per la vittima.

Il reato di concussione si perfeziona alternativamente con la promessa o con la dazione indebita dell’utilità per effetto dell’attività di costrizione del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che abusi della sua qualità e dei suoi poteri; se la promessa e la dazione si susseguono, il momento il momento consumativo si concretizza nell’ultimo atto.

Ai fini della configurabilità del tentativo di concussione, è sufficiente che siano stati posti in essere atti idonei a indurre taluno a dare o a promettere denaro o altre utilità, indipendentemente dal verificarsi dello stato di soggezione della vittima, essendo sufficiente che la condotta del pubblico ufficiale abbia determinato una situazione idonea in astratto a generare quel timore.

Avvocato penalista - concussione
Avvocato penalista – concussione
Studio Legale Boccia

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