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Avvocato penalista – infortuni sul lavoro

Avvocato penalista – infortuni sul lavoro

Milano 6 maggio 2022

Avvocato penalista – INFORTUNI SUL LAVORO

L’Avvocato penalista Boccia, dotato di una struttura organizzata ed efficiente, difende personalmente e in tutte le fasi processuali, i propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per i reati di lesioni colpose ed omicidio colposo avvenuti sul luogo di lavoro; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

Per quanto concerne la responsabilità penale per l’infortunio occorre fare riferimento al D.Lgs. 81/2008, c.d. Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, coordinato con il D.Lgs. n. 106/2009, nonché alle norme relative alla responsabilità del datore di lavoro per delitti (es. art. 437 c.p. e art. 451 c.p.), o contravvenzioni legate all’omissione delle misure di sicurezza disposte dal D.Lgs. 626/96.

In particolare, si fa prevalentemente riferimento alle ipotesi di lesioni colpose ed omicidio colposo.

La colpa è sussistente nelle ipotesi in cui il datore di lavoro o gli addetti alla sicurezza sul posto di lavoro non abbiano adottato le misure di sicurezza idonee alla tutela della salute sul luogo di lavoro.

RIMOZIONE OD OMISSIONE DOLOSA DI CAUTELE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO

L’art. 437 c.p. punisce con la reclusione da tre a dieci anni, la condotta di chi omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia.

Il reato di cui all’art. 437 c.p. tutela il bene giuridico della pubblica incolumità, potenzialmente compromessa dalla condotta sopra descritta e la cui lesione è data per presunta: “Il delitto di rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro è, nelle ipotesi del 1°comma, un reato di pericolo presunto, avente ad oggetto specifico della tutela penale il bene giuridico della pubblica incolumità, che può essere esposto a pericolo dalla mancata collocazione di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro ovvero dalla rimozione o dal danneggiamento di essi; la presunzione del pericolo vieta di indagare se, nel caso concreto, sia o meno sorto un pericolo per la pubblica incolumità” (Corte di Cassazione, sent. n. 172793/1968).

Per quanto concerne l’elemento oggettivo occorre una omissione che rappresenti un pericolo per la pubblica incolumità. La presunzione di tale pericolo comporta che per la realizzazione del reato in esame  non è necessario provare caso per caso che la condotta dell’agente abbia messo in pericolo l’incolumità pubblica, ma è sufficiente che la condotta osservata dallo stesso sia astrattamente idonea a porre in essere tale evenienza.

Tuttavia, affinché possa ritenersi integrato il reato previsto dall’art. 437 c.p., è necessario che il soggetto agente abbia volutamente scelto di non adottare le cautele previste per legge, nella consapevolezza di mettere in pericolo la pubblica sicurezza.

L’elemento psicologico…richiede la coscienza e volontà di omettere le cautele prescritte, nonostante la consapevolezza del pericolo per pubblica incolumità, cioè la volontà e consapevolezza di violare l’obbligo giuridico di collocare i dispositivi destinati a prevenire disastri ed infortuni sul lavoro” (Corte di Cassazione, sent. n. 199761/1994).

OMISSIONE COLPOSA DI CAUTELE O DIFESE CONTRO DISASTRI O INFORTUNI SUL LAVORO

L’art. 451 c.p. punisce con la reclusione fino a un anno o con la multa  da euro 103 a 516, chi, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati alla estinzione di un incendio, o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro. Lo scopo della norma è quello di limitare i danni derivanti da incendio, disastro o infortuni sul lavoro punendo le condotte che per colpa creino il pericolo che tali eventi si realizzino.

Per quanto concerne l’elemento oggettivo esso consiste nella condotta di “omessa collocazione ovvero nella rimozione ovvero ancora nella resa inidoneità allo scopo degli apparecchi e degli altri mezzi predisposti alla estinzione dell’incendio, nonché al salvataggio o al soccorso delle persone. Ne consegue che non si richiede anche che si verifiche in concreto uno degli eventi, i cui ulteriori danni la norma mira ad impedire, o comunque, a limitare” (Corte di Cassazione, sent. n. 204106).

Altro requisito per la sussistenza del reato di cui sopra è l’indeterminatezza di un determinato numero di persone a cui riferire il pericolo. In particolare, si fa riferimento “ai lavoratori momentaneamente e causalmente in servizio, i quali sono per definizione indeterminati(Corte di Cassazione, sent. n. 205361 del 1996).

DIFFERENZA TRA LE DUE FATTISPECIE DI REATO

 Innanzitutto ciò che distingue il reato di cui all’art. 437 c.p. da quello previsto dall’art. 451 c.p. è rappresentato dall’elemento soggettivo.

Nell’ipotesi di “rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro” occorre che l’omissione o la rimozione sia voluta dal soggetto agente, che deve ben essere consapevole della violazione di legge posta in essere e del pericolo creato dalla sua condotta, rispondendo, pertanto, a titolo di dolo.

Per quanto concerne, invece, il reato di cui all’art. 451 c.p. (omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro) la condotta punita è, appunto, quella colposa, ovvero quella del soggetto agente che, trascurando o violando le regole cautelari, produca dei danni ai mezzi predisposti per la prevenzione dei disastri naturali sopra elencati. Non è richiesta, pertanto, la consapevolezza di violare la norma o l’intenzionalità, ma la mera mancata diligenza nei confronti delle regole cautelari previste per la prevenzione degli eventi citati.

Avvocato penalista - infortuni sul lavoro
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Studio Legale Boccia

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