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Avvocato penalista – esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione

Avvocato penalista – esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione

Milano 14 aprile 2022

Avvocato Penalista – esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione

 

Lo Studio Legale dell’Avvocato Penalista Giuseppe Boccia, offre ai propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione il supporto necessario e una difesa puntuale e accorata; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

Il tema è stato interessato da un forte contrasto giurisprudenziale circa il criterio distintivo tra i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ex art. 393 c.p. ed estorsione, poiché in entrambe le fattispecie la condotta tipica consiste nell’utilizzo di violenza o minaccia in danno di una persona.

Le Sezioni Unite (n. 29541/2020) hanno affermato che, a fronte di una situazione in cui la pretesa del reo corrisponda a un diritto azionabile in giudizio, la distinzione vada posta sull’elemento psicologico, indipendentemente dalla gravità della violenza:

  • sussiste il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone (art. 393 c.p.), quando l’agente persegue il conseguimento di un profitto nella convinzione di esercitare un suo diritto o di soddisfare personalmente una pretesa che potrebbe azionare in giudizio;
  • sussiste, invece, il reato di estorsione (art. 629 c.p.), quando l’agente persegue il conseguimento di un profitto nella piena consapevolezza della sua ingiustizia.

 

Fatte le dovute premesse circa i criteri distintivi tra le due fattispecie di reato, la Suprema Corte nella sua massima composizione, ha affrontato la questione relativa al concorso dell’extraneus nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, alla luce della natura di reato proprio non esclusivo.

Nell’ipotesi in cui la condotta tipica sia posta in essere da terzi concorrenti, intervenuti in aiuto del preteso creditore, è determinante stabilire se abbiano o no perseguito (anche o soltanto) un interesse proprio. Ove ciò sia accaduto, i terzi (e il creditore) risponderanno di concorso in estorsione; in caso contrario, ove cioè i concorrenti nel reato abbiano perseguito soltanto l’interesse del creditore, risponderanno tutti di concorso in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Pertanto, affinché la partecipazione del terzo alla condotta tipica di violenza o minaccia non comporti mutamento del titolo di reato da ragion fattasi a estorsione, è necessario che l’extraneus non persegua alcun interesse personale, comportandosi come se fosse titolare della situazione giuridica ed esercitandone le tipiche facoltà (Cass. 23322/2013).

Avvocato Penalista - reato di estorsione
Avvocato Penalista – reato di estorsione
Studio Legale Boccia

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