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Avvocato penalista – corruzione di minorenne

Avvocato penalista – corruzione di minorenne

Milano, 12 novembre 2019

 

Avvocato penalista – CORRUZIONE DI MINORENNE

L’Avvocato penalista Boccia, assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza maturata negli anni di attività forense ed al constante aggiornamento professionale, offre ai propri assistiti  coinvolti in un procedimento penale per reati di violenza sessuale su minorenne il supporto necessario e un’assistenza puntuale; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

L’art. 609 quinques c.p. punisce chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, con la reclusione da uno a cinque anni.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chiunque fa assistere una persona minore di anni quattordici al compimento di atti sessuali, ovvero mostra alla medesima materiale pornografico, al fine di indurla a compiere o a subire atti sessuali.

La pena è aumentata:

  1. a) se il reato è commesso da più persone riunite;
  2. b) se il reato è commesso da persona che fa parte di un’associazione per delinquere e al fine di agevolarne l’attività;
  3. c) se il reato è commesso con violenze gravi o se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave.

La pena è aumentata fino alla metà quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di stabile convivenza.

Come intuibile, l’art. 609 quinquies c.p. punisce la condotta dell’agente che, senza che il minore prenda parte attivamente, compia atti sessuali in sua presenza. Nel caso in cui, viceversa, si dovesse configurare l’ipotesi in cui sia il minore ad essere destinatario degli atti, sarà configurabile la fattispecie di cui all’art. 609 quater c.p.

La stessa Suprema Corte ha avuto modo di esprimersi in merito: “Quando il minorenne non fa semplicemente da spettatore, ma egli stesso è il destinatario delle attenzioni dell’agente, e cioè subisce gli atti sessuali, non si potrà più ipotizzare il delitto di corruzione di minorenne, ma la diversa figura criminosa prevista dall’art. 609 quater, sempre che ne sussistano le condizioni, e cioè che il minore non abbia compiuto gli anni quattordici oppure che egli, avendoli compiuti, ma non essendo ancora sedicenne, sia legato da un particolare vincolo (di parentela o di familiarità) all’agente” (Corte di Cassazione n. 207099/1996).

Per quanto concerne l’elemento soggettivo, è richiesto il dolo specifico, “oltre alla coscienza e volontà del fatto materiale, il soggetto agisca per un fine particolare che è, per l’appunto, previsto come elemento soggettivo costitutivo della fattispecie legale” (Corte di Cassazione n. 208631/1997).

È punito, altresì, il tentativo, ad esempio, nel caso in cui il soggetto agente dovesse mostrare una parte intima del proprio corpo al minore, descrivendo dettagliatamente l’attività della masturbazione: “È configurabile il tentativo di corruzione di minorenne nell’attività di chi proponga ad un minore di mostrargli il proprio pene e descriva, fin nei dettagli, la manovra della masturbazione maschile, pur senza commettere atti sessuali, essendo gli atti ora descritti idonei e diretti in modo non equivoco alla commissione del reato ora previsto dall’art. 609 quinquies c.p., pur arrestandosi ad una fase in cui non abbia avuto ancora inizio l’attività sessuale” (Corte di Cassazione, sent. n. 217261/2000).

Avvocato penalista - corruzione di minorenne
Avvocato penalista – corruzione di minorenne
Studio Legale Boccia

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