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Sospensione dell’esecuzione della pena (art. 90 D.P.R. 309/1990) o di affidamento in prova al Sert (art. 94 D.P.R. 309/1990) – Disposizioni normative comuni.

Sospensione dell’esecuzione della pena (art. 90 D.P.R. 309/1990) o di affidamento in prova al Sert (art. 94 D.P.R. 309/1990) – Disposizioni normative comuni.
Le misure alternative alla detenzione: un percorso verso la libertà.

SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DELLA PENA ( ART. 90 D.P.R. 309/1990) O DI AFFIDAMENTO IN PROVA AL SERT (ART. 94 D.P.R. 309/1990) – DISPOSIZIONI NORMATIVE COMUNI.

Lo Studio Legale Boccia grazie ad un’esperienza decennale in questioni di carattere penale, offre un’efficace e puntuale assistenza difensiva anche in fase di esecuzione della pena (e quindi a seguito di sentenza di condanna).

Il nostro sistema legislativo, infatti, offre la possibilità (in presenza delle condizioni di legge), al condannato con sentenza di condanna passata in giudicato, di sospendere l’esecuzione della pena e di espiarla in modalità alternative alla detenzione (e quindi al di fuori del carcere).

Lo Studio Legale Boccia, infatti, ha grande esperienza nella predisposizione di istanze di sospensione dell’esecuzione della pena ( art. 90 D.P.R. 309/1990) o di affidamento in prova al SERT (art. 94 D.P.R. 309/1990), che il condannato con sentenza definitiva (non più soggetta a impugnazioni), può presentare all’organo giudiziario competente.

 

L’istanza può provenire:

A) da persona libera (procedura ex art. 656, comma 5 c.p.p.).

Quando diviene definitiva una sentenza di condanna a pena non superiore a sei anni (in caso di reati ritenuti non di particolare gravità, esclusi dall’art. 4 bis Ordinamento Penitenziario) la Procura della Repubblica competente sospende l’esecuzione della pena e notifica all’interessato, l’avviso che – entro 30 giorni – può essere presentata istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessaria, volta ad ottenere detti benefici penitenziari (fondamentale, pertanto, è l’allegazione all’istanza delle attestazioni / certificazioni SERT in ordine al programma terapeutico) . Se non viene presentata l’istanza nei termini, o se la richiesta è inammissibile per difetto dei presupposti, l’esecuzione della pena avrà corso immediato e si procederà alla carcerazione del condannato. Molto importante è che la Procura competente venga a conoscenza dell’esistenza di un iter terapeutico svolto dal soggetto che si è reso autore di reato (anche prima della esecutività della condanna), in quanto lo stesso potrebbe essere beneficiario di una misura alternativa alla detenzione (artt. 90 o 94 D.P.R. n.309/1990) avente un limite pena più favorevole (sei anni) per la sospensione dell’esecuzione della pena, applicandosi, in assenza di documentazione specifica, la soglia ordinaria di anni quattro prevista per le misure alternative non a carattere terapeutico. Ciò è anche indispensabile ai fini dell’applicazione in favore di alcool o tossicodipendenti dell’eccezione al divieto generale di sospensione dell’ordine di esecuzione della pena da parte del P.M. rispetto a condannati per reati gravi ( art. 4 bis l.p.) o a recidivi reiterati.

In particolare la carcerazione può eccezionalmente non essere disposta in caso di:

1) Tossicodipendente / alcooldipendente, autore di reati ex art. 4 bis Ord. Pen., che si trovi agli arresti domiciliari, con in corso un programma terapeutico presso il SERT o struttura privata autorizzata, quando l’interruzione del programma possa pregiudicare il recupero del soggetto (art. 89 D.P.R. n.309/1990, art. 656, comma 9 lettera a) ultima parte, c.p.p.)

2) Recidivo reiterato tossicodipendente o alcooldipendente che abbia in corso al momento del deposito della sentenza definitiva un programma terapeutico di recupero presso il SERT o Struttura autorizzata nei casi in cui l’interruzione del programma possa pregiudicare la “disintossicazione” , secondo quanto previsto dall’art. 4 comma 2 del DL 30/12/2005 n.272, convertito nella L. 21/2/2006 n.49.

 

B) da persona agli arresti domiciliari condannata con sentenza definitiva (la misura cautelare eccezionalmente può sopravvivere dopo l’irrevocabilità della sentenza ai sensi dell’art. 656 comma 10 c.p.p.).

La pena da espiare deve essere, tuttavia, non superiore al limite previsto dall’art. 656 comma 5 c.p.p.. La Procura, se provvede alla sospensione dell’esecuzione della pena, trasmetterà gli atti (istanza e documentazione) al Tribunale di Sorveglianza per la decisione in ordine alle domande di cui agli artt. 90 o 94 D.P.R. n. 309/1990.

 

C) da persona detenuta.

Solo in caso di carcerazione il condannato può esercitare la facoltà di presentare domanda, in via di urgenza, al Magistrato di sorveglianza del luogo di detenzione.

Il Magistrato può disporre l’applicazione provvisoria della sospensione dell’esecuzione della pena ai sensi dell’art. 90 D.P.R. n. 309/1990 o dell’affidamento in prova al SERT ex art. 94 D.P.R. n. 309/1990.

Il Magistrato di sorveglianza dovrà valutare sulla base di:

– concrete indicazioni sulla sussistenza dei presupposti a fondamento dell’istanza (con particolare riguardo alla certificazione del competente SERT in ordine al programma terapeutico);

assenza di elementi che facciano ritenere esistente il pericolo di fuga;

-sussistenza di grave pregiudizio derivante dalla protrazione dello stato detentivo. Il decreto del Magistrato (di rigetto o di accoglimento della domanda) avrà vigore sino alla pronuncia definitiva nel merito da parte del Tribunale di Sorveglianza.

Studio Legale Boccia

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