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Sospensione esecuzione della pena ex art. 90 D.P.R. 309/1990

Sospensione esecuzione della pena ex art. 90 D.P.R. 309/1990
Le misure alternative alla detenzione: un percorso verso la libertà.

SOSPENSIONE ESECUZIONE DELLA PENA EX ART. 90 D.P.R. 309/1990

Risulta essere un beneficio applicabile solo una volta nella vita del soggetto, anche in relazione a più pene, ed esclusivamente a condannato tossicodipendente (non ad alcooldipendente).

È quanto mai opportuno, quindi, affidarsi all’esperienza del professionista. Lo Studio Legale Boccia, operando su tutto il territorio Nazionale, conosce le varie prassi giudiziarie e si premura di corredare le istanze di sospensione dell’esecuzione della pena con la documentazione necessaria all’accoglimento della richiesta di fruizione della misura alternativa alla detenzione (espiando cioè la pena fuori dal carcere).

Destinatari di tale beneficio sono i condannati con sentenza definitiva sino a pena di anni sei (sino ad anni quattro in caso di condanna per reati ritenuti di maggiore gravità ex art. 4 bis Ord. Pen.)

Presupposti di applicabilità della misura:

1) L’intervenuta conclusione del programma terapeutico (non, quindi, programma in corso o da intraprendere, come per affidamento previsto dall’art. 94 D.P.R. n.309/1990) a seguito di sottoposizione, con esito positivo, al percorso terapeutico e socio-riabilitativo eseguito presso struttura pubblica o privata autorizzata.

All’istanza di sospensione deve essere allegata, a pena di inammissibilità, la certificazione SERT attestante la conclusione del programma terapeutico, con indicazioni in merito a: procedura di accertamento dell’uso abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope, tipo di programma terapeutico scelto, indicazione della struttura dove è stato eseguito, modalità di realizzazione e risultati conseguiti a seguito del programma (vartt. 91 e 123 D.P.R. n.309/1990). Secondo l’espresso disposto di cui all’art. 92 D.P.R. n. 309/1990, il Tribunale può disporre ogni opportuno accertamento in ordine al programma terapeutico e socio riabilitativo effettuato, chiedendo chiarimenti o approfondimenti ritenuti utili.

2) Il reato deve essere stato commesso in relazione allo stato di tossicodipendenza: questa circostanza è accertabile in vari modi, ad esempio tramite la sentenza di condanna, se ad essa si fa riferimento, o desumibile da relazione del SERT attestante il trattamento del soggetto all’epoca della commissione del reato;

3) necessaria per la concessione la non commissione di delitti dolosi punibili con la reclusione da parte del richiedente dal momento dell’inizio del programma terapeutico fino alla decisione del Tribunale di Sorveglianza in ordine alla sospensione. Per tale accertamento è sempre importante che il SERT, nella certificazione, indichi con precisione anche la data di inizio dell’iter di recupero.

Effetti in caso di accoglimento della domanda:

l’esecuzione della pena – detentiva e pecuniaria ( quest’ultima solo in caso di accertate disagiate condizioni economiche) – rimane sospesa e poi si estingue se, nei cinque anni dal momento della domanda di sospensione, il condannato non commette altro delitto non colposo ( art. 93 comma 1 , 2 bis D.P.R. n. 309/1990).

Il termine quinquennale per l’estinzione può essere retrodatato a domanda dell’interessato, il quale potrà richiedere che venga stabilita una data di decorrenza più favorevole ( antecedente all’istanza, in genere in corrispondenza con l’inizio del programma terapeutico). Il Tribunale decide nel merito, considerato il comportamento del condannato e la “durata delle limitazioni e prescrizioni alle quali l’interessato si è spontaneamente sottoposto” (art. 93, comma 2 bis D.P.R. n. 309/1990).

Utile per l’ accertamento di tale requisito è la documentazione specifica del SERT in ordine a regole/prescrizioni osservate nel corso dell’adesione al programma terapeutico.

Il legislatore accorda, pertanto, il beneficio della sospensione/estinzione della pena solo se è intervenuto il recupero terapeutico del condannato accompagnato dalla non commissione di reati dolosi per un periodo notevolmente lungo ( in sostanza dall’inizio del programma terapeutico sino a 5 anni dopo la presentazione della domanda, salvo retrodatazione).

 

Revoca ( art. 93 comma 2 D.P.R. n. 309/1990)

In caso di commissione di delitto entro il quinquennio dalla domanda (o dalla data più favorevole giudizialmente stabilita) il beneficio viene revocato dal Tribunale di Sorveglianza.

 

Studio Legale Boccia

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