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Avvocato penalista – bancarotta semplice

Avvocato penalista – bancarotta semplice

Avvocato penalista – BANCAROTTA SEMPLICE

L’Avvocato penalista Boccia,  dotato di una struttura organizzata ed efficiente, difende personalmente e in tutte le fasi processuali, i propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di bancarotta semplice.

Il reato di bancarotta semplice si caratterizza non per l’intenzione di arrecare intenzionalmente un danno ai creditori da parte dell’imprenditore, che manca in questa fattispecie, ma per una gestione imprudente dell’attività imprenditoriale perché il medesimo:

– ha sostenuto spese personali sproporzionate alle sue reali possibilità economiche,

– ha compiuto operazioni finanziarie palesemente imprudenti,

– ha messo in atto azioni imprudenti per ritardare il fallimento (Cass. n. 35708/2015)

– ha aggravato la sua condizione non chiedendo personalmente il fallimento o commettendo altra grave colpa,

– non ha adempiuto le obbligazioni scaturite da una precedente procedura fallimentare,

– non ha tenuto le scritture per i tre anni che hanno preceduto il fallimento (Cass. n. 5246/2016).

Come risulta evidente, pertanto, la differenza pregnante tra la bancarotta semplice e quella fraudolenta (si veda “Avvocato penalista – bancarotta fraudolenta) risiede interamente nell’elemento soggettivo. Infatti, la mera negligenza nella tenuta delle scritture contabili, senza dubbio ascrivibile a colpa dell’imprenditore, non è connotata dal medesimo disvalore della frode posta in essere dal medesimo col fine di danneggiare i creditori. Questo è quanto è già stato sancito dalla Corte di Cassazione, con sentenza del 2016: “La bancarotta semplice e quella fraudolenta documentale si distinguono in relazione al diverso atteggiarsi dell’elemento soggettivo, che, ai fini dell’integrazione della bancarotta semplice L. Fall., ex art. 217, comma 2, può essere indifferentemente costituito dal dolo o dalla colpa, ravvisabili quando l’agente ometta, con coscienza e volontà o per semplice negligenza, di tenere le scritture contabili, mentre per la bancarotta fraudolenta documentale, L. Fall., ex art. 216, comma 1, n. 2), l’elemento psicologico deve essere individuato esclusivamente nel dolo generico, costituito dalla coscienza e volontà dell’irregolare tenuta delle scritture, con la consapevolezza che ciò renda impossibile la ricostruzione delle vicende del patrimonio dell’imprenditore”; Sez. 5, n. 55065 del 14/11/2016, Incalza, Rv. 268867: “In tema di irregolare tenuta dei libri contabili nei reati fallimentari, a differenza del reato di bancarotta semplice in cui l’illiceità della condotta è circoscritta alle scritture obbligatorie ed ai libri prescritti dalla legge, l’elemento oggettivo del delitto di bancarotta fraudolenta documentale riguarda tutti i libri e le scritture contabili genericamente intesi, ancorchè non obbligatori; in quest’ultima ipotesi, si richiede, inoltre, il requisito dell’impedimento della ricostruzione del volume d’affari o del patrimonio del fallito, elemento, invece, estraneo al fatto tipico descritto nella L. Fall., art. 217, comma 2. Diverso è, infine, l’elemento soggettivo, costituito nell’ipotesi di bancarotta semplice indifferentemente dal dolo o dalla colpa, mentre nell’ipotesi di cui alla L. Fall, art. 216, comma 1, n. 2, prima parte, dal dolo generico”) (Corte di Cassazione, sent. n. 26613/2019).

Studio Legale Boccia

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