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Avvocato penalista – violenza sessuale e abuso di autorità

Avvocato penalista – violenza sessuale e abuso di autorità

Milano 13 aprile 2022

Avvocato Penalista – violenza sessuale e abuso di autorità

 Lo Studio Legale dell’Avvocato Penalista Giuseppe Boccia, offre ai propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di violenza sessuale il supporto necessario e una difesa puntuale e accorata; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

In tema di violenza sessuale, si è assistito a un forte contrasto giurisprudenziale circa il significato che debba attribuirsi all’abuso di autorità citato all’art. 609 bis, co. 1 c.p. e più in particolare se questo presupponga nell’agente una posizione autoritativa di tipo formale e pubblicistico o, invece, possa riferirsi anche a poteri di supremazia di natura privata di cui l’agente abusi per costringere il soggetto passivo a compiere o subire atti sessuali.

Secondo una prima tesi restrittiva, l’abuso di autorità indicato nella norma, presuppone che l’agente rivesta un ruolo autoritativo di tipo formale e pubblicistico, che determina, attraverso la strumentalizzazione del potere esercitato, una costrizione della vittima a subire il compimento degli atti sessuali (Cass. S. U. 13/2000; n. 16107/2015). Tale orientamento giurisprudenziale fonda il proprio convincimento sul fatto che la riforma dei reati sessuali operata dalla L. 66/1996 ha abrogato i precedenti artt. 519 co. 1, 520 e 521 c.p., che punivano, rispettivamente, la violenza carnale e gli atti di libidine violenti. Il concetto di abuso di autorità viene quindi considerato come la trasposizione dell’abrogato art. 520 c.p., nel quale l’abuso era connesso alla qualità del pubblico ufficiale, di natura pubblicistica.

Un’altra tesi estensiva, invece, sostiene che l’espressione “abuso d’ufficio”, che costituisce una delle modalità oltre la violenza e la minaccia, con cui viene a consumazione il reato di violenza sessuale, ricomprende non solo le posizioni autoritative di tipo pubblicistico, ma anche ogni potere di supremazia di natura privata, di cui l’agente abusi per costringere il soggetto passivo a compiere o a subire atti sessuali (Cass. 49990/2014).

Accogliere l’uno piuttosto che l’altro orientamento giurisprudenziale, comporta delle conseguenze in termini di applicabilità della norma penale laddove se si dovesse accogliere l’ultimo indirizzo giurisprudenziale, verrebbero ricomprese all’interno della fattispecie di cui all’art. 609 bis c.p., anche le condotte di violenza sessuale perpetrate attraverso l’abuso di poteri di supremazia di natura privata.

Tale acceso contrasto è stato risolto dalla pronuncia n. 27326/2020 delle Sezioni Unite, con cui le stesse hanno affermato che “l’abuso di autorità cui si riferisce l’articolo 609-bis, comma 1, del Cp presuppone una posizione di preminenza, anche di fatto e di natura privata, che l’agente strumentalizza per costringere il soggetto passivo a compiere o subire atti sessuali”.

Esclusa la natura formale e pubblicistica dell’autorità di cui l’agente abusa nel commettere il reato di cui all’art. 609 bis c.p., le Sezioni Unite chiariscono che l’autorità “privata” non è solo quella che deriva dalla legge ma anche un’autorità di fatto, comunque determinata, poiché se ciò che rileva è la coartazione della volontà della vittima, posta in essere da una posizione di preminenza, la specifica qualità del soggetto agente resta in secondo piano rispetto alla strumentalizzazione di tale posizione, quale ne sia l’origine (Cass. S.U. 27326/2020).

Avvocato Penalista - violenza sessuale e abuso di autorità
Avvocato Penalista – violenza sessuale e abuso di autorità
Studio Legale Boccia

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