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Avvocato penalista – stalking

Avvocato penalista – stalking

Milano, 10 maggio 2022

Avvocato penalista – STALKING

L’Avvocato penalista Boccia, dotato di una struttura organizzata ed efficiente, difende personalmente e in tutte le fasi processuali, i propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di atti persecutori; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

Il reato in esame, più conosciuto con il termine “stalking“, dall’inglese “to stalk” (inseguire, perseguitare), punisce la condotta di chi (stalker), minaccia o molesta taluno, con condotte reiterate, tali da causare uno degli eventi descritti dall’art. 612 bis c.p. e consistenti – alternativamente – nell’alterazione delle proprie abitudini di vita o in un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero di un evento di pericolo, consistente nel fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva.

Nel delitto di stalking, che ha natura di reato abituale improprio a reiterazione necessaria delle condotte, uno degli eventi descritti dalla norma, deve essere il risultato della condotta persecutoria nel suo complesso, “nel cui ambito la reiterazione degli atti considerati tipici costituisce elemento unificante ed essenziale della fattispecie, facendo assumere a tali atti un’autonoma ed unitaria offensività, in quanto è proprio dalla loro reiterazione che deriva nella vittima un progressivo accumulo di disagio che, infine, degenera in uno stato di prostrazione psicologica in grado di manifestarsi in una delle forme descritte dalla norma incriminatrice (Cass. pen., decisione n.54920/2016)”. Per tale ragione i Giudici di legittimità hanno stabilito che ai fini della realizzazione del delitto di stalking di cui all’art. 612 bis c.p., è sufficiente la realizzazione “anche di due sole condotte di minacce, molestie o lesioni, pur se commesse in un breve arco di tempo, idonee a costituire la reiterazione richiesta dalla norma incriminatrice, non essendo invece necessario che gli atti persecutori si manifestino in una prolungata sequenza temporale” (Cass. pen., decisione n. 33842/18).Infatti, un solo episodio, per quanto grave e da solo anche idoneo, in astratto, a determinare il grave e persistente stato d’ansia e di paura che è indicato come evento naturalistico del reato in disamina, non è sufficiente a determinare la lesione del bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice (Cass. Pen., decisione n. 35790/18).

La norma è stata interessata dal recente intervento normativo della L. 19 Luglio n. 19, anche conosciuta col nome “Codice Rosso“, che ha previsto un innalzamento della pena edittale: si passa da un minimo di sei mesi e un massimo di cinque anni a un minimo di un anno e un massimo di sei anni e sei mesi.

Il delitto di stalking è punito a querela della persona offesa, che deve essere proposta nel termine di 6 mesi. Trattandosi di reato abituale deve ricordarsi che la decorrenza del termine per la proposizione della querela scatterà dalla commissione dell’ultimo della serie di atti persecutori che integrano la condotta.

Un particolare regime è previsto in tema di remissione della querela: la stessa può essere soltanto processuale e non è consentita (diventa quindi irrevocabile) quando il fatto è stato commesso con minacce gravi, le cui modalità vengono descritte dalla norma attraverso un rinvio all’art. 339 c.p.

Si procede tuttavia d’ufficio:

  • se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità ai sensi dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • quando il fatto è connesso ad altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.

Un’ulteriore ipotesi di procedibilità d’ufficio è prevista nei confronti del soggetto che sia stato ammonito ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 8 del D.L. n. 11/2009, convertito in L. n. 38/2009.

Secondo la previsione normativa, la persona offesa, prima di procedere con la proposizione di formale querela, ha facoltà di esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza, avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta.

La richiesta avanzata viene trasmessa, senza ritardo, al questore, che assunte, ove necessario, le informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, nel caso in cui ritenga l’istanza fondata, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta rispettosa della legge redigendo un verbale che verrà trasmesso alla persona offesa richiedente l’ammonimento nonché al soggetto ammonito.

Avvocato penalista - stalking
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Studio Legale Boccia

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