';

Avvocato penalista – omicidio

Avvocato penalista – omicidio

Milano, 15 novembre 2019

Avvocato penalista – OMICIDIO

L’Avvocato penalista Boccia, dotato di una struttura organizzata ed efficiente, difende personalmente e in tutte le fasi processuali, i propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di omicidio, siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile;

L’art. 575 c.p. punisce con la reclusione non inferiore ad anni ventuno, chiunque cagiona la morte di un uomo.

Il bene giuridico tutelato dalla norma in esame, infatti, è la vita dell’uomo.

Il soggetto passivo dell’azione è, appunto, un altro uomo, inteso come persona distinta rispetto a quella dell’agente. Col termine ‘uomo’ deve intendersi anche il feto, purché sia vivo: “sia nella fattispecie dell’omicidio volontario che in quella dell’infanticidio costituisce presupposto necessario che il feto sia vivo fino al realizzarsi della condotta che ne cagiona la morte (Corte di Cassazione, sent. n. 229256/2004).

Sempre per quanto concerne l’elemento oggettivo, occorrono tre elementi:

  1. la condotta per cui non è richiesta una modalità specifica per la sua realizzazione, si tratta, pertanto, di un reato a forma libera. Non è richiesto nemmeno l’utilizzo di un mezzo particolare, ma basta che lo stesso sia idoneo a cagionare la morte del soggetto passivo (Es: somministrazione di una forte dose di zucchero, di per sé innocua, ad un soggetto fortemente diabetico).
  2. l’evento che è rappresentato dalla morte del soggetto passivo. Ne consegue che è solo al momento della cessazione della vita del medesimo che viene integrata la consumazione del reato. L’omicidio è punibile anche a titolo di tentativo, essendo l’evento morte separato dalla condotta dell’agente, che rileva per il suo intrinseco disvalore.
  1. il nesso di causalità che deve necessariamente sussistere tra la condotta posta in essere dal soggetto agente e l’evento morte, anche in caso di omissione. In quest’ultimo caso, nello specifico, è necessario che l’agente abbia un dovere giuridico di agire: si pensi al responsabile il cantoniere che dimentica alzate le sbarre di un passaggio a livello causando la morte di un passante travolto dal treno).

Per quanto concerne l’elemento soggettivo l’omicidio è punito a titolo di dolo, colpa o preterintenzione.

Per quanto concerne il dolo, ai fini della sua sussistenza è necessario e sufficiente che l’agente si sia rappresentato la morte come conseguenza diretta della sua azione od omissione, e quindi l’abbia voluta in ogni caso (dolo diretto); ovvero che si sia rappresentato l’evento morte come indifferente rispetto a quello di lesioni (dolo alternativo), ovvero, ancora, che l’agente si sia rappresentato come probabile o possibile anche l’evento più grave, cioè la morte, e, ciononostante, abbia agito egualmente anche a costo di cagionare tale più grave evento, accantonandone preventivamente il rischio e che, quindi, abbia voluto cagionare (dolo eventuale). (Corte di Cassazione, sent. n. 144968/1980).

In merito alle cause di giustificazioni, trovano applicazione tutte quelle previste dal codice nella parte generale, eccetto una, ovvero quella del consenso dell’avente diritto, che è contemplata in una fattispecie autonoma di reato, l’omicidio del consenziente.

Avvocato penalista - omicidio
Avvocato penalista – omicidio
Studio Legale Boccia

CHIAMA ORA