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Avvocato penalista – truffa aggravata

Avvocato penalista – truffa aggravata

Milano, 14 luglio 2021.

Avvocato penalista – TRUFFA AGGRAVATA

L’Avvocato penalista Boccia, assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza maturata negli anni di attività forense ed al continuo aggiornamento professionale, offre ai propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di truffa aggravata il supporto necessario ed un’assistenza puntuale; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

La truffa (si veda Avvocato penalista – truffa) è il delitto commesso da chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.

Tale reato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1032.

L’interesse tutelato dalla norma è il patrimonio, attraverso la repressione di comportamenti atti a ledere la libera formazione del consenso nei negozi giuridici patrimoniali. L’elemento oggettivo del delitto di truffa consiste in una condotta che si sostanzia nell’indurre taluno in errore con artifici e raggiri.

La condotta incirminata deve essere idonea a far cadere la vittima in errore e l’inganno deve essere stato causato attraverso l’utilizzazione di artifici e raggiri.

Per artificio deve intendersi una manipolazione della realtà e consiste nella simulazione di circostanze esistenti o nell’occultamento di fatti, con lo scopo di indurre in errore la vittima.

Il raggiro, invece, consiste nel persuadere la vittima creando in essa un falso convincimento. Gli artifici e i raggiri non devono avere una particolare intensità, tuttavia la punibilità è esclusa quando sono manifestamente grossolani e non verosimili.

Infatti, ai fini della sussistenza del reato di truffa non basta che dall’agente siano stati posti in essere artifici o raggiri atti a causare l’induzione in errore della vittima, ma occorre un effettivo inganno di questa come conseguenza dell’azione criminosa svolta.

Preme rilevare che, perché si possa configurare il reato di truffa, l’idoneità dell’artificio e del raggiro deve essere valutata in concreto, ossia con riferimento alla particolare situazione in cui è avvenuto il fatto ed alle modalità esecutive dello stesso.

Elementi costituitivi della fattispecie di cui all’art. 640 c.p. sono anche l’ingiusto profitto proprio o di altri e il correlativo danno altrui: il danno è ancora considerato, dall’orientamento dominante, come pregiudizio di carattere strettamente economico, concretizzantesi nel danno emergente e nel lucro cessante; il profitto, invece, si sostanzia in qualunque vantaggio, utilità o incremento, anche se a carattere non strettamente economico.

Per ciò che concerne l’elemento soggettivo, il reato di truffa è punibile a titolo di dolo generico, inteso come coscienza e volontà del fatto tipico previsto dalla norma incriminatrice. La Cassazione ha infatti statuito che “l’elemento soggettivo nel reato di truffa è costituito dal dolo generico diretto o indiretto, avente ad oggetto gli elementi costitutivi del reato (quali l’inganno, il profitto, il danno), anche se preveduti dall’agente come conseguenze possibili, anziché certe della propria condotta, e tuttavia accettati nel loro verificarsi, con conseguente assunzione del relativo rischio; per cui è priva di rilevanza la specifica finalità del comportamento o il motivo che ha spinto l’agente a realizzare l’inganno” (Cass. N. 26936/2018)

Si parla invece di truffa aggravata per cui è prevista la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 309 euro a 1.549 euro nel caso siano integrate alcune circostanze aggravanti oggettive, che riguardano le modalità dell’azione o le qualità del soggetto passivo.

Costituisce circostanza aggravante:


L’aver commesso il fatto a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o dell’Unione Europea o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare (art. 640 co. 2 n. 1). La circostanza aggravante in caso di truffa in danno dello Stato è volta tutelare ulteriormente il patrimonio della Pubblica Amministrazione. Lo Stato assume quindi le vesti del soggetto passivo direttamente danneggiato dal fatto costituente reato; non rileva, invece, l’identità del destinatario diretto della condotta d’inganno. Questa circostanza sussiste ogni qual volta il danno della truffa ricada su un ente pubblico. Ai fini dell’applicazione di tale circostanza aggravante devono ritenersi rientranti nella categoria degli enti pubblici tutti gli enti, anche a formale struttura privatistica, aventi personalità giuridica, che svolgano funzioni strumentali al perseguimento di bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale, posti in situazioni di stretta dipendenza nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali o di altri organismi di diritto pubblico;


L’aver commesso il fatto ingenerando nella vittima il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dover eseguire un ordine dell’autorità (art. 640 co. 2 n. 2). In tale ipotesi gli artifizi ed i raggiri, dunque, devono essere tali da trarre in errore la vittima mediante la falsa rappresentazione di un pericolo inesistente. Ai fini della configurabilità di tale aggravante la nozione di pericolo immaginario corrisponde a quella di pericolo inesistente che, venendo fatto percepire come reale alla persona offesa, assume la natura di raggiro.

Nel secondo caso il soggetto attivo agisce in modo che la vittima creda di dover compiere una determinata azione perché ciò viene imposto da un’autorità;

– L’aver commesso il fatto in presenza della circostanza di cui all’articolo 61 n. 5 (art. 640 co. 2 n. 2 bis). Il legislatore di riforma del 2009 è intervenuto introducendo nel secondo comma, al numero 2 bis, una nuova aggravante per l’ipotesi in cui il fatto sia stato commesso in presenza della circostanza aggravante comune della minorata difesa.

Il reato di truffa aggravata ai sensi dell’art. 640 co. 3 c.p. è procedibile d’ufficio in tutte le ipotesi sopra elencate e quando ricorre la circostanza aggravante di cui all’art. 61 co. 1, numero 7 (il c.d. danno patrimoniale di rilevante gravità).

Avvocato penalista - truffa
Avvocato penalista – truffa
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