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Avvocato penalista – riciclaggio e confisca

Avvocato penalista – riciclaggio e confisca

Milano, 11 aprile 2023

Avvocato penalista – RICICLAGGIO 

L’Avvocato Penalista Boccia,  assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza professionale maturata negli anni di attività forense, offre ai propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di riciclaggio il supporto necessario e una difesa puntuale e accorata; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

Ai sensi dell’articolo 648 bis c.p. commette il delitto di riciclaggio chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

La pena prevista è la reclusione da quattro a dodici anni e la multa da 5.000 a 25.000 euro.

Affinché sia configurabile il reato in esame è necessaria la commissione di un reato presupposto, un qualsiasi delitto non colposo al quale, però, il soggetto non abbia partecipato in nessuna delle forme in cui possa configurarsi il concorso di persone nel reato e, quindi, non solo materialmente ma neppure istigando al reato o promettendo, prima della sua commissione, la successiva propria attività di riciclaggio. Solo le contravvenzioni e i delitti colposi non possono costituire il presupposto del reato di riciclaggio.

Costituisce circostanza aggravante, ed è quindi previsto un aumento di pena, l’aver agito nell’esercizio di un’attività professionale; rappresenta invece una circostanza attenuante, con una diminuzione di pena, il fatto che i proventi del reato presupposto, provengano da un delitto per il quale è stabilita le pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.

La condotta punita dalla norma in esame consiste nel sostituire o trasferire denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, o nel compiere altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa.

La sostituzione si sostanzia nello scambiare o rimpiazzare il denaro o altra utilità provenienti dalla commissione di fatti criminosi, con denaro o altra utilità “puliti”; il trasferimento consiste invece nel far passare la titolarità dei beni provenienti da un reato dalla sfera giuridica di un soggetto a quella di un’altra persona mediante strumenti negoziali o forme giuridiche diverse.

Il compimento di altre operazioni che ostacolino l’identificazione della loro provenienza delittuosa consiste in qualunque azione capace di ostacolare l’accertamento della provenienza illecita del denaro, dei beni o di altre utilità derivanti dalla commissione di altri reati.

Nel testo della norma il termine “proveniente” è da intendersi in senso lato, comprensivo di ogni ipotesi nella quale sia da riconoscersi la immanenza della provenienza del denaro da quei delitti.

Gli interessi tutelati dalla norma sono il patrimonio e l’ordine economico, garantiti attraverso la punibilità di comportamenti atti a sfruttare capitali acquisiti illegittimamente mettendoli in circolazione nel mercato.

Il reato di riciclaggio è un reato di danno, in quanto richiede l’offesa in senso naturalistico del bene protetto; di evento perché si perfeziona con la verificazione dell’evento dannoso; è un reato comune, perché puó essere commesso da chiunque, e a forma libera in quanto la condotta non è tipizzata dal legislatore.

Pur configurando un reato a forma libera, tale delitto richiede che le attività poste in essere sul denaro, bene od utilità di provenienza delittuosa, siano caratterizzate da un tipico effetto dissimulatorio, risultando specificatamente dirette alla sua trasformazione parziale o totale, e ad ostacolare l’accertamento sull’origine delittuosa della res, anche mediante l’alterazione dei dati esteriori della cosa, senza incidere direttamente su di essa.

Il riciclaggio è un delitto istantaneo di mera condotta e di pericolo concreto per cui l’azione dell’agente dovrà risultare concretamente idonea a dissimulare la provenienza delittuosa del denaro, non essendo necessario che si verifichi l’evento, ossia che si porti a termine la dissimulazione; ma solo che la condotta determini una difficoltà nell’individuazione dell’origine criminosa dei beni.

Il reato in esame si consuma con la realizzazione della sostituzione, del trasferimento o dell’operazione che cerca di impedire l’identificazione della provenienza illecita delle cose. Tale delitto rientra nella categoria dei reati cosiddetti a consumazione anticipata; per la sua realizzazione non è necessario che si verifichi l’evento lesivo essendo sufficiente il compimento di atti o fatti diretti a realizzare il risultato prefissato e cioè il riciclaggio del denaro o dei valori.

Sono diverse le azioni che, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio:

  • La conversione o il trasferimento di beni effettuati essendo a conoscenza della loro provenienza criminosa, allo scopo di occultare o dissimulare l’origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia convolto in tale attività a sottrarsi dalle conseguenze giuridiche delle proprie azioni;
  • L’occultamento o la dissimulazione della natura, provenienza, ubicazione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti degli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un’attività criminosa o da una partecipazione a tale attività;
  • L’acquisto, la detenzione o l’utilizzazione di beni, essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, della loro provenienza criminosa;
  • La partecipazione a una di tali azioni, l’associazione per commetterla, il tentativo di perpetrarla.

Il riciclaggio è considerato tale anche se le attività che hanno generato i beni da riciclare si sono svolte nel territorio di un altro Stato comunitario o di un Paese terzo.

L’elemento soggettivo di tale delitto, che consiste in ogni forma di ripulitura del denaro o dei valori provenienti da delitto, è il dolo generico, inteso come coscienza e volontà del fatto tipico previsto dalla norma incriminatrice. La consapevolezza dell’agente in ordine alla provenienza dei beni da determinati delitti puó essere desunta da qualsiasi elemento e sussiste quando gli indizi siano così gravi ed univoci da portare alla conclusione logica della certezza che i beni ricevuti per la sostituzione siano di origine delittuosa.

 

Avvocato penalista - riciclaggio e confisca
Avvocato penalista – riciclaggio
Studio Legale Boccia

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