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Avvocato penalista – furto

Avvocato penalista – furto

Bergamo, 6 dicembre 2019

Avvocato penalista – FURTO

L’Avvocato penalista Boccia, assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza maturata negli anni di attività forense ed al constante aggiornamento professionale, offre ai propri assistiti  coinvolti in un procedimento penale per reati di furto il supporto necessario e un’assistenza puntuale; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

L’art. 624 c.p. punisce chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.

Il bene giuridico tutelato dalla norma è la proprietà (o i diritti reali personali o di godimento) ed il possesso. Per possesso si intende pacificamente “la relazione di fatto con la cosa che non richiede la diretta fisica disponibilità e che si configura anche in assenza di un titolo giuridico e persino quando esso si costituisce in modo clandestino o illecito(Corte di Cassazione, Sez. Un., n. 40354).  

Come evidente, l’elemento oggettivo è integrato dalla disponibilità fisica della cosa e   dell’autonomia del potere di disporne.

Chiunque può essere autore del reato, mentre il soggetto passivo è il possessore della cosa mobile (nel senso sopra chiarito).

La “cosa mobile” può assumere, per il possessore, un mero valore affettivo e non economico (si pensi ad un oggetto caro al possessore per ragioni del tutto personali e non monetizzabili).

Il secondo comma dell’articolo identifica come cosa mobile anche “l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economicamente valutabile”. Sono considerate energie ai sensi del secondo comma tutte quelle suscettibili di appropriazione (sono escluse, ad esempio, le onde radiofoniche o televisive).

Per quanto concerne in particolare, l’energia elettrica, nei casi concreti, per poter essere effettivamente oggetto materiale di sottrazione, richiede un comportamento attivo da parte del soggetto agente, che impone l’allacciamento abusivo. In tal caso, tale condotta potrebbe configurare un’ipotesi di truffa e non di furto. Per questo motivo, si è deciso in   giurisprudenza di optare per la configurazione di tale condotta come furto nel caso in cui la corrente elettrica non sia ancora passata all’interno del contatore, mentre, in seguito a questo frangente, richiedendosi necessariamente una manomissione del contatore elettrico, è più propriamente corretto parlare di truffa.

Per quanto concerne la consumazione del reato essa si ha con la sottrazione della cosa al possessore, come prima accennato. In giurisprudenza si è a lungo dibattuto su cosa consistesse la sottrazione e l’impossessamento del soggetto agente.

Per parte della dottrina, l’impossessamento coincide con la sottrazione, avvenendo il primo contestualmente al secondo, mentre secondo un altro orientamento, ritenuto prevalente, l’impossessamento si insedia in una fase temporale successiva rispetto alla sottrazione.

L’elemento soggettivo richiesto è pacificamente il dolo specifico, ovvero la coscienza e volontà di porre in essere la condotta “al fine di trarre profitto dalla cosa per sé o per altri”.

In tal senso, la stessa Corte di Cassazione ha ribadito che è sufficiente che l’intenzione del soggetto agente sia quella di procurarsi un profitto, a prescindere dall’intenzione di appropriarsi in maniera definitiva piuttosto che temporanea del bene medesimo (Corte di Cassazione, sent. n. 165965/1984).

Vi sono ipotesi aggravate, previste dall’art. 625 c.p.

Nello specifico, il furto è da considerarsi aggravato:
1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;

2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;

Tale aggravante si configura in caso di sussistenza di un particolare stratagemma che possa in qualche modo aggirare o annullare gli ostacoli tra la res e il soggetto attivo.

In particolare, la condotta deve essere tale da eludere e eliminare la custodia delle cose.

Del medesimo avviso la Corte di Cassazione, che, con sentenza n. 32874/18 ha asserito quanto segue: “In tema di reato di furto in abitazione, si parla di aggravante del mezzo fraudolento in presenza di stratagemma diretto ad aggirare, annullare, gli ostacoli che si frappongono tra l’agente e la cosa; di operazione straordinaria, improntata ad astuzia e scaltrezza; di escogitazione che sorprenda o soverchi, con l’insidia, la contraria volontà del detentore, violando le difese apprestate dalla vittima; di insidia che eluda, sovrasti o elimini la normale vigilanza e custodia delle cose”.
3) se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
4) se il fatto è commesso con destrezza, [ovvero strappando la cosa di mano, o di dosso alla persona];

Per “destrezza” si intende non solamente la mera agilità della mano del soggetto attivo, ma la “particolare agilità e sveltezza, con mosse o manovre particolarmente scaltre” (Cass. n. 230991/2004), idonea a oltrepassare la sorveglianza di un uomo dalla media avvedutezza.
5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
6) se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
7-bis) se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;
8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.
8 bis) se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto;
8 ter) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro.

Avvocato penalista - furto
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Studio Legale Boccia

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