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VIOLENZA SESSUALE SU MINORI E AGGRAVANTI, COSA DICE LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

VIOLENZA SESSUALE SU MINORI E AGGRAVANTI, COSA DICE LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

VIOLENZA SESSUALE SU MINORI

CORTE DI CASSAZIONE - PENALE - SEZIONI UNITE - SENTENZA N. 28953 DEL 9 GIUGNO 2017

CONFIGURABILITÀ DELL’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 609-TER C.P. COME CIRCOSTANZA C.D. INDIPENDENTE 
DETERMINAZIONE DELLA PENA IN MODO INDIPENDENTE DALLA PENA ORDINARIA 
AUMENTO ENTRO IL LIMITE DI UN TERZO 
NON CONFIGURABILITÀ COME CIRCOSTANZA AD EFFETTO SPECIALE 
NON COMPUTABILITÀ AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL TEMPO NECESSARIO ALLA PRESCRIZIONE DEL REATO
VIOLENZA SESSUALE SU MINORI

Reato di violenza sessuale su minori e aggravanti. La questione di diritto per la quale il ricorso è stato rimesso alle Sezioni Unite va così enunciata: "se ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, le circostanze c.d. indipendenti che comportano un aumento di pena non superiore ad un terzo rientrino nella categoria delle circostanze ad effetto speciale".
Il quesito rimesso alle Sezioni Unite investe la definizione delle nozioni di circostanze con determinazione della pena in misura indipendente (c.d. circostanze "indipendenti"), tra le quali è certamente ricompresa l'aggravante di cui all'articolo 609-ter cod. pen., e di "circostanze ad effetto speciale", definite dal nuovo testo dell'articolo 63 cod. pen., comma 3, e la eventuale sovrapponibilità di tali classificazioni. Ai fini di una più agevole comprensione della questione appare opportuno richiamare l'evoluzione del dato normativo sulla materia.
Nella giurisprudenza di legittimità si sono formati due orientamenti contrastanti sulla valutazione se la circostanza indipendente di cui all'articolo 609-ter cod. pen., comma 1, debba essere considerata ad effetto comune, poiché non comporta un aumento della pena per il reato-base superiore ad un terzo, ovvero debba essere inclusa nelle circostanze ad effetto speciale di cui all'articolo 63, comma 3, con le logiche conseguenze in tema di prescrizione del reato.

Un primo orientamento, maggioritario, ritiene che la fattispecie di cui all’articolo 609-ter cod. pen. sia una circostanza indipendente, ma, ai sensi dell’articolo 63, comma 3 cod. pen., ad effetto comune, in quanto l’aumento – sia pur determinato in maniera indipendente mediante la previsione di innalzamento di entrambi i margini edittali – non è superiore ad un terzo rispetto alla pena ordinaria.

Un secondo orientamento, di contro, ritiene che la circostanza aggravante di cui all’articolo 609-ter cod. pen., quale circostanza c.d. “indipendente”, integri per ciò solo una circostanza ad effetto speciale, che assume rilevanza ai fini della determinazione del termine a prescrivere.

La Suprema Corte a Sezioni Unite riteneva con l’indicata sentenza di condividere il primo, più coerente e rigoroso, indirizzo giurisprudenziale.

In effetti, la norma di cui al testo novellato dell’articolo 157 cod. pen. ha fissato una “regola”, che stabilisce l’irrilevanza delle circostanze (aggravanti e attenuanti) ai fini del calcolo del tempo di prescrizione ed una “eccezione” costituita dalla computabilità delle circostanze aggravanti autonome e delle circostanze aggravanti ad effetto speciale.

Non è condivisibile, pertanto, l’indirizzo giurisprudenziale che porta a superare il dato letterale della formula dell’articolo 63, comma 3 cod. pen., alla luce di un’interpretazione teleologica, secondo cui limitare le “circostanze ad effetto speciale” alle sole circostanze “indipendenti” che comportano una variazione superiore ad un terzo, determinerebbe un inammissibile “smembramento delle circostanze indipendenti in due categorie a seconda della variazione della pene, valorizzando un parametro quantitativo che, per la ratio stessa che sorregge tali circostanze, non avrebbe significato plausibile”.

Ai fini dunque della determinazione del tempo necessario a prescrivere, le circostanze cosiddette indipendenti che comportano un aumento di pena non superiore a un terzo (nella specie, quella di cui all’articolo 609-ter, comma 1, del c.p.) non rientrano nella categoria delle circostanze a effetto speciale ex articolo 63, comma 3, del c.p., perché in tale categoria sono ricomprese espressamente solo le circostanze che aumentano quantitativamente la pena in misura superiore a un terzo. Per l’effetto,  tali circostanze non possono essere considerate ai fini del computo del tempo necessario a prescrivere, perché l’articolo 157, comma 2, del c.p. a tal fine attribuisce rilievo alle sole circostanze a effetto speciale.

L’applicazione pratica di quanto sopra varrà dunque per le ipotesi di violenza sessuale aggravata da una delle seguenti ipotesi previste dall’art. 609-ter comma 1 del c.p.:

1) nei confronti di persona della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il tutore;

2) con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;

3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio;

4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;

5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto;

5-bis) all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa;

5-ter) nei confronti di donna in stato di gravidanza;

5-quater) nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza;

5-quinquies) se il reato è commesso da persona che fa parte di un’associazione per delinquere e al fine di agevolarne l’attività;

5-sexies) se il reato è commesso con violenze gravi o se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave;

5-septies) se dal fatto deriva pericolo di vita per il minore.

GIUSEPPE-BOCCIA-AVVOCATO- PENALISTA

GIUSEPPE BOCCIA AVVOCATO PENALISTA - PARTNER SOLE 24 ORE

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