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I mezzi di ricerca delle prove – perquisizione e sequestro

I MEZZI DI RICERCA DELLE PROVE – PERQUISIZIONE E SEQUESTRO

I mezzi di ricerca della prova operano essenzialmente prima della formazione della prova e quindi prevalentemente nella fase delle indagini preliminari e consistono nelle ispezioni, perquisizioni e nel sequestro. Si tratta di atti c.d. a sorpresa e per cui l’indagato ha la facoltà di nominare un difensore di fiducia il quale può presenziare al compimento di tale atto a sorpresa ove prontamente reperibile.
È determinante quindi avvalersi di un Avvocato penalista sin da questa fase iniziale del procedimento penale, così che lo stesso possa attuare delle scelte difensive atte a garantire la miglior difesa.

La PERQUISIZIONE consiste in un’attività di ricerca del corpo del reato o di cose pertinenti al reato, quelle cioè sulle quali o a mezzo delle quali fu commesso il reato e quelle che ne costituiscono il profitto, il prezzo o il prodotto o un mezzo di prova.

La perquisizione può essere personale o locale.
La perquisizione personale è disposta quando esistono elementi specifici e precisi che fanno ritenere che lo strumento, il prodotto, il prezzo del reato o le cose pertinenti al reato si trovino occultate sul corpo dell’imputato, della persona offesa o di soggetti estranei al procedimento, sugli abiti che li ricoprono o tra gli oggetti che trasportano.
La perquisizione locale è disposta quando vi è fondato motivo di ritenere che il corpo del reato o le cose pertinenti a reato si trovino in determinati luoghi, che possono anche coincidere con il domicilio o che, in detti luoghi, possa essere anche eseguito l’arresto dell’indagato o dell’evaso.
Durante le indagini preliminari, vi procede la P.G. di propria iniziativa (in caso di flagranza di reato e di evasione) o per delega del P.M. in esecuzione di un suo decreto.
Come mezzo di ricerca della prova la perquisizione è preordinata al sequestro. La ricerca può quindi essere omessa se l’interessato ottempera all’invito di consegna.
Le perquisizioni, in quanto atti che invadono la sfera giuridica altrui, toccano la persona, il patrimonio o il domicilio, hanno una particolare normativa di garanzia. Innanzitutto, per le perquisizioni di qualsiasi tipo l’interessato ha diritto di farsi rappresentare o assistere da idonea persona di fiducia ; per quelle personali devono essere salvaguardate la dignità e il pudore di chi vi è sottoposto; per quelle domiciliari vanno rispettati i limiti temporali notturni.

Dal punto di vista della difesa tecnica il difensore ha sempre diritto ad assistere ai vari tipi di perquisizione, anche se compiuti in situazioni di urgenza dal P.M. o dalla P.G., il quale vi partecipa ove prontamente reperibile. La natura di atto a sorpresa infatti esclude l’obbligo di preavviso al difensore.

Un ulteriore garanzia è costituita dalla necessità del decreto scritto con cui il P.M. o il Giudice dispongono la perquisizione; tale decreto deve essere preventivamente consegnato all’interessato.
Il SEQUESTRO è un mezzo di ricerca della prova finalizzato all’acquisizione di determinati beni mobili o immobili, destinati a essere utilizzati come prova nel processo; ciò̀ avviene mediante lo spossessamento coattivo e l’apposizione sui suddetti di un vincolo di indisponibilità. Il difensore ha la facoltà di assistere al compimento dell’atto ove prontamente reperibile.

Il sequestro, come la perquisizione, ha ad oggetto il corpo del reato e le cose a questo pertinenti, tuttavia se ne differenzia perché la perquisizione attiene all’attività di ricerca, il sequestro invece di immediata acquisizione. Pertanto, il sequestro può essere conseguenziale alla ricerca o no, a seconda che l’oggetto del sequestro necessiti o meno di essere preventivamente rintracciato. In ogni caso il sequestro, anche se effettuato a seguito di una perquisizione, mantiene una sua autonomia: infatti anche se la perquisizione è svolta in modo illegittimo, il susseguente sequestro del corpo del reato manterrà ugualmente la sua validità.

Ai sensi dell’articolo 253 c.p.p. l’autorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo di reato e delle cose pertinenti, quando ciò è necessario per l’accertamento dei fatti.
Sono corpo di reato, le cose sulle quali o a mezzo delle quali fu commesso il reato e quelle che ne costituiscono il profitto, il prezzo o il prodotto o un mezzo di prova.
Sono cose pertinenti al reato invece, quelle che servono anche indirettamente ad accertare l’illecito o il suo autore e che quindi hanno un legame con l’accertamento dell’illecito. Requisito essenziale del decreto di sequestro è la motivazione, in mancanza della quale il provvedimento è nullo.
Nella fase delle indagini preliminari, il sequestro può essere compiuto dalla P.G. di propria iniziativa, in caso di urgenza e per delega del P.M.
Ai sensi dell’articolo 365 c.p.p. il

Pubblico Ministero, quando procede ad atti di perquisizione o di sequestro chiede alla persona sottoposta alle indagini se è assistita da un difensore di fiducia. In tale momento procedimentale, l’indagato può dunque nominare il proprio avvocato penalista di fiducia.

Questo istituto si differenzia dalle altre tipologie di sequestro previste dal codice, preventivo e conservativo, perché, a differenza delle suddette misure cautelari reali, il sequestro probatorio è volto alla apprensione del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per accertare i fatti.
Il sequestro conservativo invece, che ha per oggetto i beni mobili o immobili dell’imputato ovvero del responsabile civile, è disposto quando vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento e delle obbligazioni civili derivanti da reato (art. 316 c.p.p.); il sequestro preventivo, rivolto alle cose pertinenti al reato, è applicato ove vi sia pericolo che la libera disponibilità̀ di queste possa aggravare o protrarre le conseguenze dell’illecito realizzato o agevolare la commissione di altri reati (art. 321 c.p.p.).

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