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Requisiti opposizione alla richiesta di archiviazione

Requisiti opposizione alla richiesta di archiviazione

Milano, 17 maggio 2021

REQUISITI PER PROCEDERE ALL’OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

Ai sensi dell’art. 410 c.p.p. con l’opposizione alla richiesta di archiviazione, la persona offesa dal reato chiede la prosecuzione delle indagini preliminari indicando, a pena di inammissibilità, l’oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova.

L’opposizione è quindi un atto finalizzato a un’integrazione investigativa, a supporto della quale la persona offesa deve indicare le ulteriori indagini da compiere, e il Giudice, sulla scorta delle indicazioni fornite dal Pubblico Ministero, dalla persona offesa e dall’indagato, valuterà se ritiene necessarie ulteriori indagini.

Ai fini dell‘ammissibilità dell’opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione “il giudice deve valutare non solo la pertinenza ma anche la rilevanza degli elementi di prova su cui l’opposizione si fonda, intesa quest’ultima come concreta incidenza dei predetti elementi sulle risultanze delle indagini preliminari, con la conseguenza che è corretta la pronunzia con cui il GIP. abbia dichiarato “de plano” l’inammissibilità dell’opposizione della persona offesa motivandola con riferimento all’insussistenza dei profili richiesti dall’art. 410 c.p.p. (Cassazione penale sez. V, 07/05/2018, n.29486).

Secondo la Cassazione l’opposizione puó essere dichiarata inammissibile per omessa indicazione dell’oggetto delle investigazioni suppletive o dei relativi elementi di prova, ovvero per difetto di pertinenza o di rilevanza degli elementi indicati, in quanto inidonei ad incidere sulle risultanze delle indagini preliminari” (Cass. Pen., Sez. VI, 44878/2017).

La giurisprudenza ha ribadito che “allorché sia presentata opposizione della parte privata alla richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero, il giudice può provvedere de plano all’archiviazione allorché l’opposizione sia inammissibile e sia infondata la notizia di reato (art. 410 c.p.p., comma 2). Ai sensi dell’art. 410, comma 1, l’opposizione è inammissibile quando non indica “l’oggetto dell’investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova””.

Pertanto, condizioni per l’archiviazione de plano sono l’inammissibilità dell’opposizione e l’infondatezza della notizia di reato. La Cassazione ha inoltre precisato che l’investigazione è suppletiva, e quindi idonea a rendere ammissibile l’opposizione, quando si pone rispetto ai risultati conseguiti dalle investigazioni del pubblico ministero in rapporto di strumentalità dialettica secondo i profili della pertinenza e della rilevanza, intendendosi per pertinenza l’inerenza alla notizia di reato, e per rilevanza l’idoneità della investigazione proposta a incidere sulle risultanze dell’attività compiuta dal pubblico ministero”.

Inoltre “il giudizio di inammissibilità dell’opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione può riguardare, oltre agli aspetti strettamente formali, come la tempestività e la ritualità dell’opposizione, soltanto la pertinenza e specificità degli atti di indagine richiesti, con riferimento sia al tema, sia alla fonte di prova, dovendosi ritenere preclusa una valutazione prognostica della loro rilevanza ai fini della fondatezza della notizia di reato, che va invece effettuata in sede di udienza camerale (Cassazione penale sez. IV, 22/06/2010, n. 34676).

In senso parzialmente difforme la giurisprudenza ha rilevato che “in tema di opposizione alla richiesta di archiviazione, qualora il G.i.p. abbia dichiarato “de plano” l’inammissibilità dell’opposizione della persona offesa motivandola sotto entrambi i profili richiesti dall’art. 410 cod. proc. pen., ed in particolare ritenendo irrilevante la proposta di investigazione suppletiva dell’opponente – non già sotto il profilo prognostico del suo possibile esito ma “sub specie”del difetto di incidenza concreta sulle risultanze dell’attività compiuta nel corso delle indagini preliminari,in quanto preordinata ad acquisire elementi già noti-il giudice di legittimità non può sindacare la valutazione di merito di infondatezza della notizia di reato svolta dal giudice delle indagini (Cassazione penale sez. V, 08/02/2007, n.11524).

Si osserva inoltre che “perché sia pronunciato il decreto di archiviazione “de plano”, ossia quello reso senza la fissazione dell’udienza prevista dall’art. 409 comma 2 c.p.p. nonostante vi sia stata opposizione della persona offesa alla richiesta presentata dal p.m., il g.i.p. deve verificare sia l’infondatezza della notizia di reato, sia il difetto di ammissibilità dell’opposizione. In ordine a tale ultima condizione, il giudice è tenuto a deliberare l’ammissibilità dell’opposizione, con riferimento all’obbligo dell’opponente di indicare l’oggetto dell’investigazione suppletiva (e dei relativi elementi di prova) e alla sussistenza dei profili della pertinenza e rilevanza delle indagini richieste, esplicitando, con adeguata motivazione, le ragioni della rilevata inammissibilità.

Studio Penale Boccia Milano – opposizione alla richiesta di archiviazione
Studio Legale Boccia

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