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La certificazione di alcol-tossicodipendenza utile per la richiesta di affidamento in prova in casi particolari ex art.94 D.P.R. 309/1990- affidamento al SERT

La certificazione di alcol-tossicodipendenza utile per la richiesta di affidamento in prova in casi particolari ex art.94 D.P.R. 309/1990- affidamento al SERT
La liberazione dalla dipendenza e l’occasione di libertà offerta dall’affidamento terapeutico.

LA CERTIFICAZIONE DI ALCOL-TOSSICODIPENDENZA UTILE PER LA RICHIESTA DI AFFIDAMENTO IN PROVA IN CASI PARTICOLARI ART 94 D.P.R. 309/1990AFFIDAMENTO AL SERT

Lo Studio Legale Boccia vanta un’esperienza decennale in questioni di carattere penale ed in particolare, nella fase della esecuzione della pena, mostrando una grande conoscenza delle misure alternative alla detenzione che permettono, nel rispetto delle condizioni di legge, di espiare la pena al di fuori dell’istituto detentivo. Operando su tutto il territorio Nazionale, lo Studio Legale Boccia, conosce le varie prassi giudiziarie e si premura di corredare le istanze di sospensione dell’esecuzione della pena con la documentazione necessaria all’accoglimento della richiesta di fruizione della misura alternativa alla detenzione.

Soffermandosi, in questo approfondimento, sulla certificazione di alcol-tossicodipendenza utile per la richiesta di affidamento in prova in casi particolari ex art. 94 D.P.R. 309/1990, risulta opportuno offrire una disamina sugli elementi che la caratterizzano.

1. Diagnosi

Elementi di giudizio utili a fini diagnostico / certificatori sono:

– anamnestici, diretti ed indiretti, documentali e catamnestici;

– laboratoristici;

– clinici: visita medica e valutazione multiprofessionale.

 

I riferimenti sopraelencati si integrano nel processo clinico-diagnostico, nel quale si terrà conto delle seguenti considerazioni:

– l’elemento patognomonico della patologia della tossicodipendenza è il desiderio patologico “craving” che trova espressione nell’agito tossicomanico. L’uso abituale ha espressioni comportamentali apprezzabilmente differenti a seconda della sostanza d’abuso utilizzata;

– Il DM 186/90 tratta dell’accertamento di uso abituale di sostanze psicoattive e definisce che uno qualsiasi dei dati anamnestico-clinici in esso elencati acquisisca pregnanza diagnostica sostanziale conferendogli valore sufficiente ad accertare l’uso abituale;

– la diagnosi deve essere il più possibile circostanziata riguardo alla fase in cui si trova il paziente rispetto alla patologia della dipendenza: ci può essere attualità di dipendenza anche se non vi è attualità d’uso; remissione di una condizione attiva di assunzione di una sostanza non è sinonimo di guarigione: si tratta di “tossicodipendenza in fase di remissione” in quanto in ambiente protetto o controllato clinicamente, ma ancora dipendente, per cui la patologia risulta essere attuale. A quest’ultimo riguardo la Corte di Cassazione ha più volte statuito che l’attualità dello stato di tossicodipendenza e la necessità di un idoneo programma possono avere riguardo, qualora l’interessato abbia superato la fase dalla dipendenza fisica dallo stupefacente, anche alla sola dipendenza psichica, necessitante di un ulteriore periodo di mantenimento terapeutico e di supporto psicologico.

 

1.a Anamnesi

Si ribadisce l’importanza di un’anamnesi accurata. Nel raccogliere l’anamnesi tossicologica è fondamentale soffermarsi con attenzione e valutare il set delle sostanze utilizzate (sostanza, primi usi, uso saltuario/continuativo, situazione d’uso, ultimo uso, stato attuale d’intossicazione). Complemento essenziale è raccogliere informazioni sulla conoscenza degli effetti delle sostanze, sul vissuto del paziente rispetto alle sostanze, sugli effetti riportati, sulla cura di sé e sullo stile di vita (e su tutti quei dati antropologici che sono tipicamente in possesso di chi ha consuetudine in veste di consumatore).

La valutazione non deve trascurare dati catamnestici di estrema importanza diagnostica attinenti alla condotta del soggetto all’interno del carcere, registrati in cartella dagli operatori dell’equipe multiprofessionale: appetizione per psicofarmaci , tendenza a tesaurizzare bevande alcoliche, tendenza a mettere in atto condotte tossicofiliche surrogatorie come l’inalazione di gas da bombolette o altro. I riferimenti a precedenti clinici saranno confermati da adeguata documentazione.

 

1.b Esame

L’esame obiettivo dovrà essere completo con particolare attenzione all’osservazione dell’aspetto generale e di specifici dati obiettivi (segni di agopuntura/flebiti/ascessi, eventuale valutazione dello stato di trofismo della mucosa nasale, epatomegalia,ecc.).

 

1.C Esami laboratoristici

Saranno effettuati tutti gli esami strumentali ritenuti necessari per la valutazione medica generale. Per quanto attiene direttamente l’accertamento di uso abituale e dipendenza da sostanze psicoattive:

– esame urine eseguito al momento dell’ingresso in istituto fornisce dati oggettivi sulla situazione in atto, per cui è opportuno effettuare uno screening tossicologico sulle urine ai nuovi giunti, supportato da una adeguata informazione;

– esame della matrice pilifera capello/pelo (ove eseguito) è valido solo se analizzato con metodica GAS-MASSA in quanto oltre alla sostanza in sé ne ricerca anche i metaboliti, indicandone sempre il dosaggio;

– esami ematoclinici completi, con aggiunta della CDT per valutazione dell’assunzione cronica di alcol.

 

1.D Visita Medica e Valutazione Multiprofessionale

Oltre agli elementi sopra considerati si terranno in considerazione gli aspetti generali documentati nella visita medica che possono concorrere a fare diagnosi di patologia correlata. Il certificato di alcol-tossicodipendenza deve essere redatto avendo presente che la sua matrice è sanitaria, medico-infermieristica, ma che nella diagnosi è fondamentale l’osservazione dell’intera equipe multidisciplinare che apporta elementi essenziali di natura psicologica, pedagogico-educativa e sociale.

 

2 IL CERTIFICATO DI TOSSICODIPENDENZA AI SENSI DELL’ART. 94 D.P.R. N.309/1990

Il certificato di alcol-tossicodipendenza redatto, al fine di ottenere benefici di legge, deve:

– essere redatto dai Sert della R.E.R. su carta intestata del servizio;

– essere datato e firmato dal medico che l’ha redatto e co-firmato dal responsabile del servizio;

– attestare lo stato di tossicodipendenza o di alcoldipendenza, descrivendo la procedura con la quale e’ stato accertato l’uso abituale di sostanze stupefacenti, psicotrope o alcoliche;

– essere argomentato facendo riferimento alla documentazione e agli elementi clinici, psico-sociali di cui si è in possesso, conservando in cartella tutti gli elementi sulla base dei quali è stata fatta la diagnosi;

– riportare l’andamento del programma concordato eventualmente in corso o da attivare e la sua idoneità, ai fini del recupero del condannato.

Le considerazioni fin qui svolte si applicano indipendentemente dal fatto che venga diagnosticata o meno la tossicodipendenza e redatto il relativo certificato.

La normativa vigente prevede che, se il contenuto della richiesta dell’attestato è congruo alle competenze del SERT entro 30 giorni dalla data di ricezione della richiesta, deve essere inviato il riscontro, o la eventuale motivazione del ritardo.

 

Studio Legale Boccia

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