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L’idoneità del programma terapeutico per la richiesta di affidamento in prova in casi particolari ex art. 94 D.P.R. 309/1990 – affidamento al Sert

L’idoneità del programma terapeutico per la richiesta di affidamento in prova in casi particolari ex art. 94 D.P.R. 309/1990 – affidamento al Sert
La liberazione dalla dipendenza e l’occasione di libertà offerta dall’affidamento terapeutico.

L’IDONEITÀ DEL PROGRAMMA TERAPEUTICO PER LA RICHIESTA AFFIDAMENTO IN PROVA IN CASI PARTICOLARI ART 94 D.P.R. 309/1990AFFIDAMENTO AL SERT

Lo Studio Legale Boccia grazie ad un’esperienza decennale in questioni di carattere penale, offre un’efficace e puntuale assistenza difensiva anche in fase di esecuzione della pena (e quindi a seguito di sentenza di condanna).

Il nostro sistema legislativo, infatti, offre la possibilità (in presenza delle condizioni di legge), al condannato con sentenza di condanna passata in giudicato, di sospendere l’esecuzione della pena e di espiarla in modalità alternative alla detenzione (e quindi al di fuori del carcere).

Lo Studio Legale Boccia, infatti, ha grande esperienza nella predisposizione di istanze di di affidamento in prova al SERT (art. 94 D.P.R. 309/1990), che il condannato con sentenza definitiva (non più soggetta a impugnazioni), può presentare all’organo giudiziario competente.

1. IL PROGRAMMA TERAPEUTICO

La misura alternativa alla detenzione può essere concessa dal Tribunale di Sorveglianza, previa valutazione discrezionale di diversi requisiti, tra cui due elementi di competenza del SERT: la certificazione di alcol-tossicodipendenza ed il programma terapeutico idoneo ai fini del recupero del paziente.

Il programma terapeutico è di norma validato dal Servizio Tossicodipendenze, competente per territorio di residenza, o dallo stesso delegato, che lo elabora direttamente, ovvero avvalendosi della collaborazione di altri Servizi (Equipe penitenziaria, Sert. o Enti privati all’uopo accreditati). Tale dichiarazione di idoneità del programma dovrà essere esplicitamente espressa e motivata.

L’idoneità del programma, richiesta dalla normativa, scaturisce da una valutazione multidisciplinare che parte dalla osservazione clinica personologica del dipendente, analizza ed esplicita i pregressi eventuali fallimenti terapeutici sino a definire gli obiettivi terapeutici e la loro congruenza interna.

Per tale motivo è bene indicare sempre argomentandoli compiutamente nel programma:

– i dati clinico-diagnostici di partenza, comprensivi come si è detto degli aspetti psico sociali e delle pregresse esperienze trattamentali, anche se ad esito negativo

– gli obiettivi intermedi e finali

– gli strumenti clinici

– i tempi necessari per il loro conseguimento

– gli strumenti e i tempi di valutazione

 

L’idoneità del programma non pregiudica la possibilità di successive variazioni od evoluzioni che saranno, a loro volta, allo stesso modo argomentate.

Nel caso in cui il programma preveda l’inserimento in strutture residenziali o semiresidenziali esso sarà corredato da dichiarazione formale di accettazione da parte del responsabile della struttura stessa.

Qualora il programma terapeutico sia già in corso si dovrà indicarne la data di inizio, l’andamento e prescrizioni osservate, in quanto questi elementi potrebbero essere presi in considerazione qualora al Tribunale sia richiesta dall’interessato la retrodatazione dell’esecuzione della pena in affidamento a data più favorevole, con conseguente rideterminazione della pena da espiare (la quale verrebbe a decorrere non già dalla data di sottoscrizione del verbale delle prescrizioni avanti all’UEPE, ma da data antecedente, ad es. dall’epoca di effettivo inizio del programma).

 

2 ESECUZIONE E MONITORAGGIO DEL PROGRAMMA TERAPEUTICO VALUTAZIONI SERT / MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA

Responsabile dell’esecuzione del Programma Terapeutico è il Responsabile del Servizio Tossicodipendenze competente per territorio di residenza.

Tutte le azioni cliniche e quant’altro rilevante si verifichi nello svolgimento del programma Terapeutico sarà adeguatamente registrato, secondo normativa, con gli strumenti in uso (SISTER).

Il monitoraggio consiste nel confronto tra gli obiettivi del programma terapeutico ed i dati clinici registrati.

 

Nello svolgimento del Programma Terapeutico questo confronto sarà su più livelli:

– da una parte, continuo e puntuale, esprimendo l’attenzione con la quale si segue il caso; di questo rimane traccia nelle registrazioni del diario clinico, con le valutazioni dell’Operatore e le eventuali decisioni prese, costituendo evidenza clinica dalla quale deriveranno i livelli successivi.;

– dall’altra valutazioni complessive sull’andamento del programma terapeutico vengono svolte a cadenza predeterminata, costituendo il monitoraggio in senso proprio del programma; prendono la forma di una relazione nella quale la compiutezza delle argomentazioni porterà alla conferma della idoneità del programma o alla proposta di una sua modifica.

 

Il Responsabile del Servizio Tossicodipendenze competente per territorio deve relazionare sull’andamento del programma terapeutico all’UEPE, che trasmetterà relazioni periodiche alla Magistratura di Sorveglianza (o note anche molto sintetiche in caso di positivo percorso), secondo una cadenza preordinata indicata nel programma stesso, in ogni caso non superiore a sei mesi per programmi in struttura protetta e trimestrale per programmi sul territorio (da effettuare, tuttavia, anteriormente in caso in cui la pena da espiare sia di durata inferiore a mesi tre).

In presenza di comportamenti significatamente difformi da quanto previsto dal programma terapeutico, di ricadute anche episodiche nell’uso o abuso di sostanze stupefacenti/alcoliche o di altre circostanze di rilievo, che inducano una valutazione di monitoraggio del programma stesso anche al di fuori della cadenza prevista, la comunicazione deve essere formale e tempestiva e deve anche contenere l’esito dei referti delle analisi tossicologiche effettuate e le valutazioni in merito a quanto detti comportamenti incidano nel processo di cura del soggetto.

In caso di sopravvenuta inefficacia del programma in un contesto determinato – comunitario o ambulatoriale nel territorio – occorre che il responsabile terapeutico valuti la sussistenza di spazi percorribili per l’attuazione della misura in altri ambiti con prescrizioni diverse.

In qualsiasi momento dell’espiazione della pena il Magistrato di sorveglianza competente può modificare o rendere più restrittive, se del caso, le prescrizioni al fine di limitare ad una “extrema ratio” la revoca dell’affidamento terapeutico (concedibile, occorre ricordarlo, solo due volte).

All’obbligo di relazionare alla Magistratura di sorveglianza – sancito dagli artt. 94, comma 6 ter e 123,1 bis D.P.R. n. 309/1990 – le violazioni commesse dall’affidato e ogni circostanza di rilievo, non consegue necessariamente la sospensione cautelativa della misura ad opera del Magistrato di sorveglianza e la revoca del beneficio da parte del Tribunale, soprattutto, allorquando, nella relazione AUSL sia compiutamente motivata l’eventuale episodicità e ininfluenza di quanto occorso, nel contesto di una positività globale del programma di recupero e di una persistente effettiva volontà di proseguire nell’iter riabilitativo.

In caso di conclusione della parte terapeutica del programma nel corso dell’affidamento terapeutico, ai sensi dell’art. 94 comma 6 bis D.P.R. n. 309/1990, il Magistrato di sorveglianza competente, sulla base di compita indagine da parte dell’UEPE e di relazione del competente SERT, può rideterminare le prescrizioni e disporre la prosecuzione della misura secondo le modalità di un affidamento ordinario, anche se la pena residua superi il limite di anni tre di cui all’ art. 47 Ord. Pen.

La norma prevedente la cessazione delle prescrizioni a carattere terapeutico risponde all’esigenza della persona che, superata la tossicodipendenza anteriormente alla scadenza della pena, voglia seguire il percorso risocializzativo senza riconoscersi, o non essere riconosciuto più, come persona dipendente da sostanze psicoattive.

 

PRESCRIZIONI TERAPEUTICHE IN ALTRE MISURE ALTERNATIVE E NELLE MISURE DI SICUREZZA NON DETENTIVE

Considerati i limiti rigorosi di concedibilità dell’affidamento terapeutico e le diverse tipologie di problemi legati al consumo di stupefacenti – non esitati necessariamente in assunzioni abituali e non rientranti, pertanto, nella disciplina di cui all’art. 94 D.P.R. n. 309/1990 – può essere ravvisata dalla Magistratura di Sorveglianza, in base alle proprie fonti istruttorie (relazioni di osservazione personologica intramuraria, relazione UEPE, informative di polizia ecc.) l’opportunità di concedere altre misure alternative o di disporre misure di sicurezza inserendo nelle relative ordinanze (di affidamento ordinario al servizio sociale ex art. 47 Ordinamento Penitenziario, detenzione domiciliare ex art. 47 ter Ord. Pen, semilibertà ex art. 50 Ord. Pen., misura di sicurezza della libertà vigilata di cui all’ art. 228 c.p.) – prescrizioni che prevedano il contatto con il SERT per accertamento ed eventuale monitoraggio / cura / sostegno rispetto all’ uso di sostanze o abuso di alcol.

In caso di invio al SERT prescritto dal Giudice, si pongono le seguenti considerazioni: – l’accesso del paziente al servizio deve essere in prima battuta per osservazione e diagnosi secondo le procedure standardizzate a livello regionale;

– il Magistrato rappresenta un inviante rispetto al quale esiste un debito informativo;

– all’osservazione e diagnosi potrebbe non conseguire la presa in carico;

– la presa in carico può essere conseguente a diagnosi di abuso, non necessariamente di tossico-alcoldipendenza, o avere intenti di prevenzione secondaria.

Nella prima fase di osservazione e diagnosi il debito informativo rispetto all’inviante riguarda l’effettiva partecipazione (frequenza, puntualità).

L’esito della valutazione può essere la dimissione o la definizione di un programma terapeutico.

La costruzione di una presa in carico congiunta Sert – UEPE sarà tra gli obiettivi che il programma propone.

Studio Legale Boccia

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